Politiche antifrode

POLITICA ANTIFRODE DELL’ADG DEL PO FSE BASILICATA 2014-2020

Ai sensi di quanto disposto dall’art. 72, lettera h) del Regolamento (UE) n. 1303/2013, l’Autorità di Gestione ha l’obbligo di prevenzione, rilevamento e correzione delle irregolarità comprese le frodi; ciò implica la responsabilità in capo alla stessa Autorità nel definire procedure atte a garantire, con efficacia e correttezza, la prevenzione, il rilevamento e la correzione di ogni tipo di irregolarità.

Con riferimento alle attività messe in campo per contrastare fenomeni fraudolenti che potrebbero ledere gli interessi finanziari dell’UE, il Regolamento (UE) n. 1303/2013 stabilisce, all’art. 125, paragrafo 4, lettera c, stabilisce che l’Autorità di Gestione deve adottare un sistema integrato di lotta alle frodi e, più in particolare, garantire “adeguate misure antifrode efficaci e proporzionate in relazione ai rischi individuati”, in linea con le indicazioni fornite dai Servizi della Commissione europea nella nota orientativa EGESIF_14-0021-00 del 16/06/2014.

In base a quanto previsto dall’art. 124, par 2 del Regolamento n. 1303/2013 sul sistema di gestione e controllo che si configura in modo sostanzialmente identico alla Programmazione FSE 2007-2013 e in base alla analisi storica dei tassi di errore rilevati e riportati nei Report Annuali di Controllo da parte della Autorità di audit nella programmazione POR FSE 2007-2013, si ritiene di poter asserire che l’indice di rischio sia relativamente basso.
Ad ogni modo, conformemente ai regolamenti comunitari per l’attuazione del FSE 2014-2020, l’Autorità di Gestione e tutte le strutture coinvolte nella gestione ed attuazione del POR, adottano un approccio proattivo, strutturato e mirato alla gestione del rischio di frode ed operano per prevenire, identificare e correggere le eventuali irregolarità che si manifestano nell’attuazione degli interventi cofinanziati dai fondi strutturali.
Le politiche antifrode della Regione Basilicata sono attuate utilizzando i diversi strumenti di seguito descritti nell’Allegato 3 al Si. Ge. Co. ver. 2 – Politica e Procedure antifrode.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al Si. Ge. Co. 2014_2020 ver. 2.0

 

1. Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione (Legge 6 novembre 2012, n. 190)

A favorire una politica antifrode concorrono le diverse misure adottate dall’Amministrazione  la quale, negli ultimi anni, ha maturato una maggiore consapevolezza nei confronti delle misure di prevenzione del rischio di frode e di corruzione in attuazione della Legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione) che, su sollecitazione anche degli organismi internazionali, ha introdotto nel nostro ordinamento un sistema organico di prevenzione della corruzione che prevede l’adozione, a livello nazionale del “Piano nazionale anticorruzione” e, a livello di ciascuna amministrazione, di un Piano Triennale di prevenzione della corruzione in cui rientrano il Codice di Comportamento, le policy sul conflitto d’interesse, analisi dei processi amministrativi della struttura organizzativa della Regione finalizzata alla individuazione di indici di rischio di corruzione, monitoraggio periodico di eventuali segnali di corruzione, attivazione di iniziative formative e di sensibilizzazione rivolte ai collaboratori, misure di whistle-blowing.

Al fine di fornire un quadro completo, di seguito si riporta l’elencazione e descrizione dei principali provvedimenti adottati della Regione Basilicata in materia di prevenzione dei rischi di conflitti di interesse e corruzione.

    • Con Delibera di Giunta regionale n. 1279 del 15 ottobre 2013, in attuazione di quanto disposto dalla summenzionata Legge n. 190/2012 e dal D.lgs n.33/2013 riguardante il “Riordino della disciplina degli obblighi di pubblicazione, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, sono state nominate le figure del Responsabile della Trasparenza e del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e dell’Illegalità della Regione Basilicata, quest’ultima sostituita con successiva Delibera di Giunta regionale n.20 del 21 gennaio 2014
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 953 del 30 luglio 2014 è stato adottato il “Piano Triennale della Corruzione della Regione Basilicata per il periodo 2014-2016” e il “Codice di Comportamento dei Dipendenti della Giunta Regionale della Basilicata”
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 1489 del 4 dicembre 2014 è stata sostituita la figura del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e dell’Illegalità della Regione Basilicata
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 689 del 22 maggio 2015 il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Responsabile per la Trasparenza e l’Integrità per l’area della Giunta Regionale della Regione Basilicata viene individuato nella posizione dirigenziale dell’Ufficio Valutazione, Merito e Semplificazione del Dipartimento Presidenza
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 1114 del 31 agosto 2015 è stato adottato il “Piano Triennale della Corruzione della Regione Basilicata per il periodo 2015-2017”
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 901 del 9 agosto 2016 è stato adottato il “Piano Triennale della Corruzione (P.T.P.C.) della Regione Basilicata per il periodo 2016-2018”
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 71 del 14 febbraio 2017 è stato adottato il “Piano Triennale della Corruzione (P.T.P.C.) della Regione Basilicata per il periodo 2016-2018”
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 1051 del 6 ottobre 2017 è stato adottato il documento “Patto di Integrità” del Dipartimento Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata in materia di Pubblici Appalti. Scelta fase della spendita consultazione con gli stakeholders
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 1347 dell’11 dicembre 2017 è stato adottato il documento “Patto di Integrità” del Dipartimento Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata in materia di Pubblici Appalti
    • Con Delibera di Giunta regionale n. 70 del 29 gennaio 2018 è stato adottato il “Piano Triennale della Corruzione (P.T.P.C.) della Regione Basilicata per il periodo 2018-2020”
    • Con la Circolare n.1/2015, trasmessa con nota prot. 206809/11AL del 07/10/2015, avente ad oggetto “Obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi ex art.6-bis della Legge n.241/1990 e s.m.i e monitoraggio dei rapporti tra Amministrazione e soggetti esterni ex art.1, comma 9, lettera e), della Legge n.190/2012 – Criteri applicativi” è stata divulgata a tutti i dipendenti l’informativa sull’argomento esposto nell’oggetto
    • In ultimo, la Regione Basilicata, in attuazione di quanto disposto dal lgs n.33/2013, ha predisposto una apposita sezione del sito istituzionale www.regione.basilicata.it dedicata alla Trasparenza “Amministrazione Trasparente”

 

2. Costituzione e funzionamento del Gruppo di Autovalutazione del rischio di frode

In linea con quanto disciplinato dall’art. 125, comma 4, lettera c, del Regolamento (UE) n. 1303/2013, che prevede l’istituzione di misure antifrode efficaci e proporzionate che tengano conto dei quattro elementi chiave del ciclo antifrode, ossia la prevenzione, l’individuazione, la correzione e l’azione giudiziaria e consapevole che, la frode rappresenta una grave minaccia i cui danni, economici ma anche reputazionali e gestionali, possono compromettere l’efficienza e l’efficacia di un’organizzazione nel perseguimento dei propri obiettivi istituzionali, la Giunta regionale di Basilicata, con propria deliberazione n. 1059 del 10 agosto 2015, ha adottato uno  strumento di autovalutazione del rischio di frode, in linea con le indicazioni fornite dai Servizi della Commissione europea nella nota orientativa EGESIF_14-0021-00 del 16/06/2014.
Con la medesima delibera, ha istituito il Gruppo di autovalutazione del rischio di frode, nelle persone dei Dirigenti pro tempore degli Uffici dei Dipartimenti coinvolti nel processo di attuazione del Programma Operativo come di seguito specificato:

Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca

 

– Ufficio Politiche del Lavoro

– Ufficio Formazione Continua per la competitività e l’innovazione organizzativa

– Ufficio sistema scolastico ed universitario

– Ufficio progettazione strategica
Dipartimento programmazione e finanze – Ufficio risorse finanziarie e bilancio
Dipartimento presidenza della giunta – Ufficio provveditorato e patrimonio

Con successiva determinazione dirigenziale n. 205 del 09/03/2018 l’Autorità di Gestione ha integrato la composizione del Gruppo di autovalutazione del rischio di frode nelle persone dei Dirigenti pro tempore degli Uffici dei Dipartimenti di seguito indicati:

Dipartimento Politiche della Persona -Ufficio Terzo Settore

-Direzione Generale

inserendo, al contempo, anche la Posizione Organizzativa incaricata della Certificazione del PO FSE.

Il Gruppo di autovalutazione, coordinato dall’Autorità di Gestione, in conformità a quanto declinato nel relativo regolamento di funzionamento approvato con determinazione dirigenziale n. 999 del 30/09/2015, nella definizione della strategia regionale di prevenzione e contrasto delle frodi, utilizzerà la metodologia e lo strumento di autovalutazione del rischio di frode e anticorruzione approvato, attraverso un percorso operativo messo a punto per la misurazione dell’impatto e della probabilità del rischio di frode e l’individuazione di eventuali controlli mitiganti, proporzionati e finalizzati alla riduzione dei rischi rimanenti.

La metodologia adottata dal Gruppo di autovalutazione per la valutazione del rischio di frode consta di cinque fasi principali, di seguito descritte:

    • quantificazione del rischio che un determinato tipo di frode possa essere commesso, valutandone impatto e probabilità (rischio lordo), ossia il rischio che un determinato tipo di frode possa verificarsi prima di prendere in considerazione l’effetto di ciascun controllo esistente o pianificato, valutandone la probabilità e l’impatto
    • valutazione dell’efficacia dei controlli esistenti volti a limitare il rischio lordo individuato, effettuando una ricognizione dell’insieme di verifiche e presidi contro eventi fraudolenti e corruttivi complessivamente in essere sia a livello nazionale che regionale e di programma
    • valutazione del rischio netto, ossia il rischio che permane dopo aver preso in considerazione le dopo aver preso in considerazione l’effetto dei controlli attuati e la loro efficacia, cioè la situazione così com’è al momento attuale (rischio residuo)

Qualora risulti un rischio netto tollerabile, l’attività di autovalutazione si può considerare conclusa a conferma di un sistema che contempla misure efficaci di prevenzione delle frodi.

Nei casi in cui, invece, il risultato dell’autovalutazione evidenzi un rischio residuo netto significativo e/o critico, il Gruppo di autovalutazione provvede a promuovere un elenco di “controlli aggiuntivi” e ad attivare nuove misure antifrode efficaci e proporzionate inserite in un “Piano di azione per l’adozione di misure antifrode efficaci e proporzionate”.

L’implementazione del Piano di azione, richiede pertanto lo svolgimento delle seguenti ultime due fasi della metodologia di autovalutazione:

  • valutazione dell’effetto dei controlli aggiuntivi mitiganti previsti sul rischio netto (residuo), esaminando le misure antifrode supplementari apprestate, anche attraverso la definizione di veri e propri Piani di Azione specifici;

  • definizione di un obiettivo di rischio, ossia il livello di rischio che l’AdG considera tollerabile dopo che tutti i controlli sono definiti e operanti.

L’autovalutazione condurrà, quindi, alla definizione di un livello di rischio da parte del Gruppo di autovalutazione su cui andranno applicate le dovute misure efficaci e proporzionali.

Lo strumento di autovalutazione del rischio si applica ai quattro processi chiave dell’attuazione del programma:

  • Selezione dei candidati;
  • Attuazione del programma e verifica delle attività;
  • Certificazione della spesa e pagamenti;
  • Appalti diretti.

La valutazione del rischio di frode è effettuata, di norma, ogni due anni, oppure annualmente qualora i livelli dei rischi identificati nell’ultima valutazione abbiano richiesto azioni correttive, oppure siano stati segnalati casi di frode nel corso dell’anno precedente. Gli esiti dell’autovalutazione sono validati dal referente responsabile dell’AdG.

3. Arachne

L’Autorità di Gestione ha scelto di utilizzare lo strumento Arachne, il Risk Scoring Tool messo a disposizione delle AdG da parte della Commissione Europea per la prevenzione delle frodi nella programmazione 2014-2020, e che dal mese di dicembre 2017 è pienamente operativo.

Il sistema è alimentato bimestralmente tramite il Sistema Nazionale di Monitoraggio. Esso contiene, inoltre, dati recepiti da altri database esterni, in particolare:

    • ORBIS che fornisce informazioni dettagliate e confrontabili di oltre 200 milioni di aziende e società di tutto il mondo (informazioni finanziarie, azionariato e partecipazioni, anagrafica completa: ragione sociale, indirizzo, anno di costituzione,) ecc. raccolte da dati pubblicamente disponibili, quali le relazioni annuali ufficiali o i bilanci presentati agli organismi di regolamentazione

    • word compliance che fornisce informazioni aggregate (ricevute da autorità regolamentari e governative) su:
      – profili di persone politicamente esposte (PEP), membri della loro famiglia e collaboratori stretti
      – Elenchi delle sanzioni (per esempio: elenco terroristico dell’UE,…);
      – Lista di esecuzione globale (traffico di stupefacenti e di essere umani, riciclatori di denaro, truffatori e altri criminali, …)
      – Società o persone che sono state legate a attività illecite derivanti dalla raccolta di notizie da giornali e riviste comprese informazioni provenienti dai principali giornali online dei paesi dell’Unione europea e dei paesi terzi

Il sistema elabora bimestralmente i dati, restituendo l’elenco dei progetti maggiormente a rischio sulla base di 7 categorie:

  1. Appalti – Indicatori di rischio sul processo di appalto
  2. Gestione dei contratti – Verifica degli aspetti di gestione contrattuale del progetto e comparazione con il gruppo peer
  3. Ammissibilità – Verifica del periodo di ammissibilità e dell’esistenza di appaltatori e subappaltatori
  4. Performance – Verifica della coerenza degli indicatori settoriali dell’attività con il valore di riferimento
  5. Concentrazione – Verifica incrociata sulla presenza dei soggetti su più progetti e programmi
  6. Ragionevolezza – Verifica sulla ragionevolezza e logicità dei dati progettuali
  7. Alert di rischio reputazionale e frode

L’AdG ha ritenuto di affidare la visualizzazione ed il trattamento delle informazioni restituite da Arachne a due funzionari incardinati presso la propria struttura e opportunamente formati presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Le stesse sono utilizzate:

    • per darne informativa, nel caso si rilevi un livello di rischio potenziale elevato, al Dirigente responsabile della gestione dell’operazione in maniera da consentirgli di innalzare il livello di attenzione sulla stessa

    • per individuare, eventualmente, nell’ambito della procedura di campionamento dei progetti da sottoporre a verifica in loco, le operazioni da estrarre in via prioritaria

Nel pieno rispetto della normativa nazionale ed europea in materia di protezione dei dati, l’Autorità di Gestione provvede ad informare i Beneficiari circa l’utilizzo dei loro dati, disponibili nelle banche dati esterne, per l’elaborazione degli indicatori di rischio.

4. Analisi del rischio

In conformità agli standard di audit internazionalmente riconosciuti l’analisi dei rischi, condotta dall’AdG, si basa principalmente sulla valutazione del rischio intrinseco IR (inherentrisk), che rappresenta il rischio di irregolarità associato alle caratteristiche intrinseche delle operazioni, quali la complessità organizzativa o procedurale, la tipologia di beneficiario, ecc; Il rischio gestionale o intrinseco viene valutato in relazione alle seguenti variabili:

1) tipologia del Beneficiario e delle operazioni:
la rischiosità è correlata al carattere pubblico o privato del Beneficiario e quindi sia all’assoggettamento o meno a sistemi di controllo pubblici o strutturati, sia al grado di solvibilità e capacità di restituzione del contributo in caso di erogazione indebita.
Oltretutto tale elemento è strettamente connesso con la tipologia di operazione: le Amministrazioni pubbliche sono, infatti, titolari di operazioni quali l’acquisizione di beni e/o servizi; le imprese e i privati sono titolari di operazioni (in quanto beneficiari) quali l’erogazione di finanziamenti (aiuti) o servizi.

I valori di rischio associato alla tipologia di Beneficiario possono pertanto essere i seguenti:

tipologia di beneficiario Livello di rischio IR    [1]
imprese alto 1,2
strutture del sistema sociale alto 1,2
organismi di formazione accreditati e agenzie accreditate Medio alto 1
organismi di ricerca Medio basso 0,75
sistema scolastico, università e amministrazioni pubbliche . basso 0,5

[1] fattore associato al livello di rischio

 

2) analisi del rischio condotta da Arachne sulla base delle 7 categorie evidenziate al punto 4.3 del relativo documento:

  • Indicatori di rischio sul processo di appalto
  • Verifica degli aspetti di gestione contrattuale del progetto e comparazione con il gruppo peer
  • Verifica del periodo di ammissibilità e dell’esistenza di appaltatori e subappaltatori
  • Verifica della coerenza degli indicatori settoriali dell’attività con il valore di riferimento
  • Verifica incrociata sulla presenza dei soggetti su più progetti e programmi
  • Verifica sulla ragionevolezza e logicità dei dati progettuali
  • Alert di rischio reputazionale e frode

Le informazioni restituite da Arachne sono utilizzate per individuare, eventualmente, nell’ambito della procedura di campionamento dei progetti da sottoporre a verifica in loco, le operazioni da estrarre in via prioritaria.

Eventuali nuove variabili verranno assunte annualmente con la revisione del metodo di campionamento precisando che elementi come:

  • la numerosità di operazioni gestite dallo stesso beneficiario, soprattutto se privato;
  • le irregolarità riscontrate da altri livelli di controllo;
  • il valore del finanziamento della singola operazione;

se assunte ai fini della valutazione del rischio intrinseco, non determineranno un fattore di rischio (IR) che concorre alla stratificazione della spesa ma determineranno la modalità di selezione delle operazioni all’interno di ciascuno strato.
In particolare verranno selezionate, all’interno di ciascuno strato individuato dal fattore di rischio di cui alla tabella soprariportata, tutte le operazioni con le caratteristiche individuate come variabili.

 

Documenti:

Allegato 3 al Si.Ge.Co ver. 2 – Politica e Procedure antifrode

Informativa dell’AdG del PO FSE Basilicata 2014-2020

Format di Dichiarazione di assenza conflitto di interesse ai sensi dell’art. 6, 6 bis della legge 7 Agosto 1990, N. 241 (inserire file dichiarazioni. docx già presente nella sezione)

Altra documentazione utile:

Nota orientativa EGESIF_14-0021-00 del 16/06/2014

DGR 1059 del 10/08/2015_Costituzione del gruppo di autovalutazione del rischio di frode

Determina Dirigenziale n. 999 del 30/09/2015 – Costituzione gruppo di autovalutazione del rischio di frode per l’attuazione dell’articolo 125.4 c) del RDC Regolamento Disposizioni Comuni (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 – Regolamento di funzionamento del Gruppo di Autovalutazione del rischio di frode

Determina Dirigenziale n. 205 del 09/03/2018 – PO FSE BASILICATA 2014-2020_ Gruppo di autovalutazione del rischio di frode per l’attuazione dell’articolo 125.4 c) del RDC Regolamento Disposizioni Comuni (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013 – Integrazione

Determina Dirigenziale n. 990 del 31/05/2018 – Gruppo di autovalutazione del rischio di frode per l’attuazione dell’articolo 125.4c) del RDC Regolamento Disposizioni Comuni (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013. Approvazione esiti

Nota Tecnostruttura – Prot. n° 1316.FSE del 08.06.15 – Invio esiti gruppo Frodi – SIGECO 2014-2020

Nota Tecnostruttura – All. n°1 al prot. 1316.Fse – Elenco controlli attuali

Nota Tecnostruttura – All. n° 2 al prot. 1316.Fse – Nota di accompagnamento Frodi

Nota di informazione sugli indicatori di frode per il FESR, FSE e SC – cocof_09_0003_00_it

Raccolta di casi anonimizzati dell’OLAF

Presentazione Arachne

DGR n.71 del 14/02/2017 – Approvazione piano triennale della corruzione e della Trasparenza 2017_2019

Circolare n° 1/2015 – Obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi ex art. 6-bis della legge n. 241/1990 e s.m.i. e monitoraggio dei rapporti tra Amministrazione e soggetti esterni ex. art. 1 comma 9 lett. e) della legge 190/2012. Criteri applicativi

DPR n°62/2013 – Codice comportamento dipendenti pubblici

DGR n°953 del 30/07/2014 – Codice di Comportamento dei dipendenti della Regione Basilicata

 

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